26 agosto 2019 | 0:50
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Migliori registi della storia

La classifica di oggi è dedicata ai migliori dieci registi del mondo.

E’ stato arduo riuscire a selezionare i migliori registi della storia del cinema, ma, alla fine, dopo un’attenta selezione e non pochi tagli, trovandoci a scartare anche registi del calibro di Francis Ford Coppola, siamo riusciti nell’impresa.

I MIGLIORI REGISTI DEL CINEMA MONDIALE

Federico Fellini

“Il visionario è l’unico realista.”

Passato alla storia dapprima come sceneggiatore di “Roma Città Aperta” di Rossellini, e poi come uno dei migliori registi della storia italiana e mondiale, ha offerto al pubblico le indimenticabili pellicole de “La dolce vita” e “8 1/2”. Fellini riuscì, a cavallo fra gli anni ’50 e ’90, a narrare le disavventure di personaggi memorabili, spesso afflitti dalle paranoie tipiche del dopoguerra italiano, amalgamando il realismo delle vicende ad indimenticabili intermezzi onirici.

Alfred Hitchcock

“Anche se facessi Cenerentola, il pubblico cercherebbe qualche cadavere nella carrozza.”

Non ha certo bisogno di presentazioni: la sua personalità e le sue opere lo hanno reso non solo uno dei migliori registi della storia, e altresì uno dei più amati, ma anche uno dei più imitati. Passando senza soluzione di continuità da thriller cupi come “Psycho” ad affascinati film di spionaggio come “Intrigo internazionale”, fino ad arrivare a meravigliose commedie come “Il signore e la signora Smith”, Hitchcock rappresenta una delle tappe fondamentali per tutti coloro che vogliano approfondire la settima arte.

Roman Polanski

“Ogni volta che sono felice ho un terribile presentimento.”

La vita di uno dei migliori registi del cinema è costellata di tragedie, a partire dalle persecuzioni naziste fino al brutale assassinio della moglie Sharon Tate all’ottavo mese di gravidanza, si è ritrovato più volte, incosciamente o meno, ad impregnare i suoi film di una spiccata vena cupa e violenta. Imprescindibili sono diverse sue opere, come il capolavoro “Rosemary’s baby” e “Il pianista”, senza tuttavia dimenticare alcuni film leggeri e ironici come ” Per favore non mordetemi sul collo”, splendida parodia del cinema della Hammer.

Orson Welles

“Ho cominciato dalla cima e mi sono fatto strada verso il fondo.”

Regista, sceneggiatore e attore protagonista di “Quarto potere”; questo dovrebbe essere sufficiente per rendersi conto dell’importanza e del talento di Welles, e non solo come uno dei migliori registi mai esistiti. Tuttavia, sarebbe riduttivo considerare “Quarto potere” l’unico film degno di nota del maestro che, in una carriera durata oltre quaranta anni, riuscì più volte a stupire il mondo con film di indiscutibile valore come “L’orgoglio degli Amberson” e “L’infernale Quinlan”. Un regista essenziale, padre del cinema moderno.

Stanley Kubrick

“Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato.”

Esiste un regista che sia riuscito a rivoluzionare e dettare nuovi standard qualitativi in ogni genere su cui a lavorato? La risposta è sì. Stanley Kubrick, considerando gli svariati generi affrontati, si può affermare che non esiste e probabilmente mai esisterà un regista più importante del genio inglese di origini statunitensi. Annoverato tra i migliori registi della storia, famoso per la cura maniacale riposta in ogni sua opera, il cineasta inglese ha regalato al mondo capolavori rivoluzionari del calibro di “2001: odissea nello spazio”, “Arancia meccanica” e “Full metal Jacket”.

Ingmar Bergman

“Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza.”

Così affermava uno degli migliori registi della storia della cinematografia mondiale. Avvicinandosi al suo cinema ci si rende conto che, probabilmente, avesse ragione. I suoi film si caratterizzano per una profondità senza pari, grazie a poetici e profondi dialoghi realizzati con grande accuratezza e con uno stile teatrale affascinante che, uniti ad una regia che ha fatto scuola, riescono ad imprimersi nella memoria dello spettatore. Tra i massimi capolavori del cineasta svedeso troviamo “Il settimo sigillo”, “Persona” e “Sussurri e grida”.

Fritz Lang

“Credo che la violenza sia diventata un punto fermo di una sceneggiatura, ed è presente per una ragione drammaturgica.”

Distintosi come uno dei migliori registi dell’Espressionismo tedesco grazie a capolavori del calibro di “Metropolis” e “Il dottor Mabuse”, l’austriaco Fritz Lang abbandonò progressivamente lo stile che rese grandi “Murnau” e “Wiene” per approcciarsi a diversi generi, anche molto distanti fra loro. Dopo un’accurata visione, risulta difficile non rendersi conto di quanto le tematiche care al regista appaiano prepotentemente in tutte le sue opere evidenziando una coerenza che non può lasciare indifferenti. Oltre ai due capolavori sopra citati, impresinscindibile risulta anche essere “M-Il mostro di Dusseldorf” che presenta una delle tematiche più significative: l’uomo non è nato malvagio; è la società a renderlo tale.

Akira Kurosawa

“I sogni sono desideri che l’uomo tiene nascosti anche a se stesso.”

Nonostante il cinema giapponese presenti talenti del calibro di Miike e Tsukamoto, tra i migliore registi del paese del sol levante, nessuno è mai riuscito a raggiungere le vette di qualità ed epicità del cinema di Kurosawa. Nonostante i film più famosi del regista appartengano al fino dei chanbara (film di samurai), come “I sette samurai”, Kurosawa si dimostrò eccezionale anche nella realizzazione di opere dai toni più leggeri e talvolta anche grotteschi come in “Sogni” e  “Madadayo”, ultimo film del maestro.

Billy Wilder

“Certe persone chiudono un occhio soltanto per mirare meglio.”

Il prolifico cineasta, nonché uno dei migliori registi statunitense, ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema mondiale. Nell’arco di più di cinquanta anni, Wilder ha ammaliato il mondo, prima con pellicole dai toni adulti e drammatici come “Viale del tramonto” e poi con storiche commedie quali la meravigliosa satira giornalistica “Prima pagina” e il brillante “A qualcuno piace caldo”, tuttora considerato una delle migliore commedie della storia cinema, grazie anche alla presenza di una Marilyn Monroe in pieno stato di grazia.

Woody Allen

“Lo psichiatra è un tizio che vi fa un sacco di domande costose che vostra moglie vi fa gratis.”

Ultimo tra i migliori registi, ma non certo per importanza o fama, fin dagli anni ’50 è riuscito a far ridere ed emozionare milioni di persone in tutto il mondo quando, dalla metà deli anni ’60, divenne regista e da allora quasi ogni anno presenta un nuovo film. E’ incredibile quanto la qualità media risulti essere sempre elevata anche a distanza di quasi cinquanta anni. Che vogliate vedere un film come “Magic in the moonlight” o capolavori come “Hannah e le sue sorelle” e “Io e Annie”, Allen riuscirà a stupirvi grazie ad un umorismo talvolta semplice, ma efficace talvolta, più complesso e sfaccettato, dimostrandovi che nella storia del cinema solo pochi registi meritino davvero di risiedere nell’Olimpo dei migliori registi di sempre.

[ Articolo originale a cura di Pasquale Cavezza ]

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